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Focus: Parliamo di lavoro

Un personal trainer per trovare lavoro, la possibilità di entrare nel mondo del lavoro secondo la propria scelta formativa, rilanciare le botteghe artigiane e il recupero di antichi mestieri.

Queste le idee nate nel Focus della prima giornata del Trend Expo 2012, il Salone dell’Orientamento, della Formazione, del Lavoro e della Cultura  incentrato sul tema del lavoro.

A colpire di più la platea – costituta prevalentemente da professionisti e istituzioni – la possibilità concreta di fare esperienze lavorative durante il corso di studi. Perché il primo passo per affrontare la crisi è credere in se stessi, acquisire conoscenze e competenze e trasformarle in idee imprenditoriali vincenti.

Al centro il tema Lavoro ed un obiettivo: lanciare messaggi forti in termini di idee e proposte da realizzare in favore dei giovani lucani. “Diventa ciò che sei” mette al centro la persona per costruire insieme un progetto. I lavori vengono introdotti da Enzo Summa ed Enrico Sodano , i quali forniscono spunti di dibattito sulla riforma del mercato del lavoro , definita da molti provocatoriamente come la riforma del non lavoro, in quanto è andata a toccare proprio quegli elementi che in realtà funzionavano, senza generare nei fatti nuova occupazione.

Un esempio è il contratto di inserimento, che sarà abolito, ma che in realtà è quello che in fin dei conti consente il più facile inserimento nel mercato del lavoro, in considerazione dei ridotti oneri contributivi. Inoltre, vengono inserite clausole vessatorie nei contratti flessibili a testimonianza del fatto che si punta ad abolirli definitivamente. Si parla poi dell’apprendistato, considerato come il canale privilegiato per favorire l’ingresso dei giovani nel mdl, ma che in realtà favorisce solo i giovani tra i 18 e i 29 anni, senza considerare che la disoccupazione più elevata si registra tra gli over 30 e gli over 35.

Il vero problema del lavoro sono gli elevati oneri contributivi a carico dell’impresa, a cui si aggiunge anche il tema degli incassi della Pubblica Amministrazione. In Basilicata è stato sbloccato il credito di imposta per 2 mld di €, ma quello che può aiutare realmente le imprese non è l’erogazione di incentivi a pioggia, bensì un costo del lavoro più equo. Ecco di seguito gli interessanti spunti, animati da Enzo Summa ed Enrico Sodano,emersi tra i partecipanti, che hanno qualificato il risultato del focus.

Rosa Gentile - Presidente Confartigianato Matera parte dal raccontare una testimonianza che dia sostegno all’imprenditoria femminile, affinché possa essere da stimolo per le giovani donne laureate. La sua vita professionale nasce in un’azienda del settore edilizio; poi viene chiamata a lavorare in banca, ma presto si rende conto che il lavoro dipendente non è la sua aspirazione. A questo punto sì è inventata un’attività artigiana che nasceva dall’esame del territorio, ovvero si occupava di elaborazione dati derivanti dall’analisi dei territori, collegati agli enti e alla vita delle imprese. Dopo questa esperienza Rosa Gentile è diventata presidente di Confartigianato a Matera e infine è approdata a Roma.

Le difficoltà sono state continuano ad essere sicuramente tante ed è evidente la differenza di approccio nel lavoro tra uomini e donne. Per tale motivo è stato da lei avviato il sistema delle politiche di genere. Parlare al sistema delle imprese del contratto di apprendistato significa ricominciare a respirare, perché si fa tornare i giovani nelle aziende, perché mancano quei mestieri dove la manualità era nella quotidianità. Sono le donne quelle più scolarizzate, dato che un tempo il maschio andava a lavorare e le femmine studiavano. Attualmente sono molte le donne che svolgono lavori tipicamente maschili.

Guardando al sistema imprenditoriale, oggi le donne che intraprendono sono le prime in Europa: sono creative, si autofinanziano, credono in quello che fanno! I punti fondamentali del programma-obiettivo che seguendo le indicazioni del Ministero, è stato fissato quest’anno: -consolidamento delle attività imprenditoriali femminili. Le attività devono essere accompagnate nella fase di start-up e negli anni successivi, altrimenti si rischia che nel giro di tre anni l’impresa crolli; - progressione di carriera delle donne negli enti e nelle imprese con attività di formazione più o meno lunga, al fine di riqualificare il personale in base al settore e all’organizzazione da dare all’azienda. La vera difficoltà è nel far comprendere alle imprese la formula del mettersi insieme per creare una rete e per capire come è meglio investire e quali risultati si possono ottenere.

E poi oggettive sono le difficoltà di conciliare tempo, lavoro e famiglia e la mancanza di infrastrutture che accompagnino il percorso di vita. Riguardo all’apprendistato, senza dubbio il fattore età rappresenta un ostacolo, in quanto le donne si fanno una famiglia dopo i 29 anni, escono dal mercato del lavoro per rientrarvi a 40 anni qualificandosi successivamente. Concludendo per provare a stimolare una cambiamento può costituire proposta il pensare alle over 35 cercando nella formazione continua fondi per la riqualificazione professionale destinata al mondo femminile.

scritto da Annamaria Sodano

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